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da: «SALZANO - IL COMUNE»  n° 3 • anno 2008

CERCASI AUTONOMIA FINANZIARIA

 

L’attuale momento economico generale, la contrazione dei trasferimenti che da anni gli  Enti Locali stanno subendo, in contrapposizione con l’aumento della domanda di servizi di assistenza delle famiglie alle prese con salari, stipendi e pensioni del tutto insufficienti, rendono il governo del territorio un’impresa improba.

Sempre più spesso i Sindaci sono costretti ad evidenziare che il Governo centrale continua a  scaricare sui Comuni le contraddizioni invece di considerare gli Enti Locali una forza fondamentale per affrontare le difficoltà del Paese.

Non sono sostenibili decisioni come il taglio dell’ICI sulla prima casa, che era l’unico tributo fondato sul principio di autonomia tributaria per i Comuni,  con il bel risultato di dover dire no a chi ha un bisogno reale da soddisfare e vedere invece chi è proprietario di ville, o appartamenti di lusso esentato dal dare al proprio Comune l’unico contributo economico utilizzato per servizi al territorio. O di vedere sbandierata, come una grande azione solidale, la social card per anziani, salvo poi registrare che il fondo unico per le politiche sociali  è stato tagliato di 300 milioni di euro, che significa meno contributi ai Comuni per assistenza agli anziani, a  persone portatori di handicap, meno soldi per l’infanzia ecc..

Assieme ad altri 450 Sindaci del Veneto di tutti i colori politici, (tranne quelli della Lega ma solo per direttive nazionali di partito in realtà singolarmente condividono le istanze), siamo scesi a Roma per dire che una parte delle risorse devono rimanere nel territorio dove sono state prodotte (compartecipazione 20% Irpef), che devono essere riviste le norme che regolano le possibilità di spesa dei Comuni, è assurdo che si impedisca di investire a chi può farlo.

Contestualmente riteniamo sia indispensabile un serio monitoraggio per quei comuni perennemente in crisi finanziaria, i casi di Taranto e Catania non sono che gli ultimi in ordine di tempo, qui si onestamente sarebbe necessario andare a vedere la professionalità e la capacità amministrativa di questi Enti.

Siamo convinti che passare dalla spesa storica ai costi standard, definire i livelli essenziali delle prestazioni nella sanità, nell’assistenza, nell’istruzione comporterà per Regioni, Provincie e Comuni, il passare da un’azione rivendicativa ad un’ azione che guarda dentro la spesa, alla sua qualità, all’organizzazione dei servizi;

Oggi gli amministratori hanno perso l’autonomia finanziaria del proprio Comune, oggi si deve fare i conti con tutti i provvedimenti estemporanei varati negli ultimi anni con le leggi finanziarie, oggi non esiste più un quadro di certezze su cui misurare la propria capacità per essere poi valutati e giudicati.

Avere norme chiare e durature, poter disporre di risorse proprie, sarà un primo punto per rilanciare l’innovazione nella gestione degli Enti Locali e sperimentare nuove forme di organizzazione dei servizi.

Io come Sindaco vorrei impiegare il mio tempo per fare patti trasparenti con i  miei cittadini sulle risorse necessarie  per fare le cose che si condividano, per dimostrare che il denaro che i cittadini affidano all’Amministrazione Comunale viene utilizzato bene, per rendere conto alla cittadinanza dei risultati raggiunti.

E’ così che può tornare la fiducia nelle istituzioni, e riprendere lo sviluppo e il rinnovamento dell’Italia.

 

                                                                                                                   IL SINDACO

                                                                                                          Alessandro Quaresimin