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da:  Cerimonia del 9 Novembre 2008

COMMEMORAZIONE DEL 4 NOVEMBRE

 

Oggi siamo qui per celebrare la ricorrenza del 4 Novembre, giorno dell’Unità Nazionale, Festa delle Forze Armate,  e ricordare  quanti sono morti combattendo per compiere un dovere verso il loro Paese e le Istituzioni.

 Quest’anno ricorre il 90° Anniversario della conclusione della prima guerra mondiale “la Grande Guerra”, dove tanti italiani che appartenevano soprattutto alle classi meno abbienti contadini operai, uomini  con il loro coraggio animati da un’ideale patriottico, sacrificarono la vita, portando a compimento l’unificazione dell’Italia, ancora oggi questo conflitto  simboleggia l’apprezzamento e il rispetto per tutti coloro che hanno combattuto a difesa dei nobili valori che il nostro paese promuove nel mondo.

 Ricordiamo pure il secondo conflitto mondiale dagli esiti disastrosi complice il fascismo, vide un’intera generazione partire per il fronte, e non farvi più ritorno, migliaia di persone persero la vita nei campi di concentramento in Germania, Polonia ma anche nel nostro stesso paese.

 E in questa giornata non possiamo dimenticare anche i tanti soldati , marinai, avieri, carabinieri, finanzieri che operano in territori ancora oggi travagliati da incomprensibili conflitti.

 Rivolgiamo un pensiero sincero a chi a causa di ogni forma di conflitto ha perso un familiare o un amico, a quanti hanno lasciato il paese in cui vivevano per avviarsi con coraggio e dedizione alla causa per la quale combattevano e non hanno fatto più ritorno.

 Ma se oggi dunque siamo qui riuniti per rendere omaggio ai caduti di tutte le guerre, senza distinzioni politiche, sociali, geografiche o culturali, siamo anche qui per ribadire ancora una volta che ogni conflitto armato per quanto lontano geograficamente dal nostro territorio, o distante dal tempo, è una tragedia, che ci colpisce tutti come persone.

 

Di guerre l’umanità ne ha viste molte e purtroppo continua a vederne ancora, in un’epoca in cui la pace dovrebbe prevalere fra gli uomini e le contese si dovrebbero risolvere non sui campi di battaglia, ma in una sede di confronto diplomatico.

 Nei tempi che viviamo la memoria sembra  una parola dimenticata, e invece deve essere assolutamente viva, spetta a noi che lo sia, perché ci da la percezione di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato, ci aiuta a ricordare ciò che è stato e ciò che non deve ripetersi. Ci fa capire l’orrore della guerra e di tutti gli atti violenti che provocano morte.

 Oggi come rappresentante di un’istituzione fondata sulla democrazia e come cittadino che crede nella pace impegnamoci a ricercare il dialogo prima dello scontro, siamo coerenti nelle nostre idee ma arricchiamole con la capacità di ascoltare chi non la pensa allo stesso modo, siamo disponibili a trarre da posizioni diverse un monito per fare meglio.

 Che il ricordo di questi valori possa renderci persone migliori e far si che la morte di tanti uomini, donne, ragazze e ragazzi, non sia una testimonianza vana.

 La pace viene sancita tramite patti internazionali, ma si costruisce solo diffondendo  una mentalità aperta all’incontro con l ’altro, al confronto chiaro e corretto con la diversità.

Lavoriamo tutti per una pace possibile.

Viva l’Italia.

                                                                                                                   IL SINDACO

                                                                                                          Alessandro Quaresimin