Oggi siamo qui per
celebrare la ricorrenza del 4 Novembre, giorno dell’Unità
Nazionale, Festa delle Forze Armate, e ricordare quanti sono
morti combattendo per compiere un dovere verso il loro Paese e
le Istituzioni.
Quest’anno ricorre
il 90° Anniversario della conclusione della prima guerra
mondiale “la Grande Guerra”, dove tanti italiani che
appartenevano soprattutto alle classi meno abbienti contadini
operai, uomini con il loro coraggio animati da un’ideale
patriottico, sacrificarono la vita, portando a compimento
l’unificazione dell’Italia, ancora oggi questo conflitto
simboleggia l’apprezzamento e il rispetto per tutti coloro che
hanno combattuto a difesa dei nobili valori che il nostro paese
promuove nel mondo.
Ricordiamo pure il
secondo conflitto mondiale dagli esiti disastrosi complice il
fascismo, vide un’intera generazione partire per il fronte, e
non farvi più ritorno, migliaia di persone persero la vita nei
campi di concentramento in Germania, Polonia ma anche nel nostro
stesso paese.
E in questa
giornata non possiamo dimenticare anche i tanti soldati ,
marinai, avieri, carabinieri, finanzieri che operano in
territori ancora oggi travagliati da incomprensibili conflitti.
Rivolgiamo un
pensiero sincero a chi a causa di ogni forma di conflitto ha
perso un familiare o un amico, a quanti hanno lasciato il paese
in cui vivevano per avviarsi con coraggio e dedizione alla causa
per la quale combattevano e non hanno fatto più ritorno.
Ma se oggi dunque
siamo qui riuniti per rendere omaggio ai caduti di tutte le
guerre, senza distinzioni politiche, sociali, geografiche o
culturali, siamo anche qui per ribadire ancora una volta che
ogni conflitto armato per quanto lontano geograficamente dal
nostro territorio, o distante dal tempo, è una tragedia, che ci
colpisce tutti come persone.
Di guerre l’umanità
ne ha viste molte e purtroppo continua a vederne ancora, in
un’epoca in cui la pace dovrebbe prevalere fra gli uomini e le
contese si dovrebbero risolvere non sui campi di battaglia, ma
in una sede di confronto diplomatico.
Nei tempi che
viviamo la memoria sembra una parola dimenticata, e invece deve
essere assolutamente viva, spetta a noi che lo sia, perché ci da
la percezione di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato, ci
aiuta a ricordare ciò che è stato e ciò che non deve ripetersi.
Ci fa capire l’orrore della guerra e di tutti gli atti violenti
che provocano morte.
Oggi come
rappresentante di un’istituzione fondata sulla democrazia e come
cittadino che crede nella pace impegnamoci a ricercare il
dialogo prima dello scontro, siamo coerenti nelle nostre idee ma
arricchiamole con la capacità di ascoltare chi non la pensa allo
stesso modo, siamo disponibili a trarre da posizioni diverse un
monito per fare meglio.
Che il ricordo di
questi valori possa renderci persone migliori e far si che la
morte di tanti uomini, donne, ragazze e ragazzi, non sia una
testimonianza vana.
La pace viene
sancita tramite patti internazionali, ma si costruisce solo
diffondendo una mentalità aperta all’incontro con l ’altro, al
confronto chiaro e corretto con la diversità.
Lavoriamo tutti per
una pace possibile.
Viva l’Italia.