Signor
Presidente e Consiglieri Comunali, consentitemi di rivolgermi ai
ragazzi del CCR, ai Sindaci e Amministratori delle precedenti
legislature, ai parroci Mons. Paolo Cargnin e Don Eraldo Modolo,
alla Dirigente Scolastica Prof.ssa Emanuela Bernardi, Presidente
della Provincia a tutti i presenti signore e signori, dicendo
che sono lieto e onorato di essere nella veste di Sindaco in
questa occasione di seduta straordinaria del Consiglio Comunale
per celebrare il bicentenario della Costituzione di Salzano e
Robegano in un unico Comune, e rivolgerVi il mio affettuoso
saluto.
Per una
coincidenza storica il bicentenario si affianca ad altri
significativi anniversari, tutti importanti non solo per le
nostre due Comunità, quali:
-
l’Anniversario dei 60 anni dall’entrata in vigore della
Costituzione Italiana, legge fondamentale dello Stato, pilastro
su cui si regge una società democratica, la massima espressione
dei valori e la definizione dei nostri diritti e doveri;
-
l’Anniversario dei 90 anni della conclusione della Grande Guerra
(1915-1918), evento mondiale da ricordare per l’educazione
morale delle nuove generazioni per meditare su quegli
avvenimenti tremendi, coglierne la portata e trarne gli
insegnamenti, oltre che onorare la memoria di quanti lottarono e
morirono nel compimento di un dovere per la loro Patria;
-
l’Anniversario dei 150 anni dell’Ordinazione Sacerdotale di
Giuseppe Sarto – San Pio X, certamente la personalità più famosa
e importante per Salzano, conquistatosi durante la sua vita
ecclesiale l’affetto non solo tra i veneti ma in tutto il mondo;
-
l’Anniversario dei 50 anni dalla morte di Mons. Oddo Stocco,
Mons. Attilio Semenzato, Mons. Riccardo Bottacin, la cui memoria
grazie alla loro opera continua a rimanere viva nonostante sia
passato mezzo secolo;
- i 60 anni
della dichiarazione Universale dei Diritti Umani che con i suoi
trenta articoli enuncia oltre ai diritti civili e politici,
anche i diritti economici e sociali, uguali e inalienabili per
tutte le persone della terra.
Il
bicentenario è quindi un’occasione unica e non ripetibile di
rendere la storia utile a vivere la realtà quotidiana per far
nascere motivazioni nuove ancorandole a radici antiche,
favorendo processi di partecipazione attraverso manifestazioni,
e riflessioni a carattere storico-culturale, ma anche come
questa mattina iniziative istituzionali.
A
seguito dell’occupazione militare dell’Italia avvenuta intorno
al 1800 da parte di Napoleone, Imperatore dei Francesi, vengono
ridefiniti gli ambiti territoriali e rivisti i confini dei
Comuni, accorpando nel 1808 le due realtà di Salzano e Robegano.
La
storia ci insegna che all’inizio i Comuni parlavano più ai
meriti che ai bisogni degli abitanti, nel corso dei successivi
decenni, l’Ente Locale si trasforma diventando luogo primario
per la coesione civile, la modernizzazione, la giustizia
sociale.
Oggi
il ruolo del Comune sembra delineato, le Autonomie Locali così
come previste dalla Legge 142 del 8 giugno 1990 e la Legge 81
del 25 Marzo 1993, confluite poi nel famoso testo unico delle
Leggi sugli ordinamenti locali Decreto Legislativo 267 del 18
Agosto 2000, fino ad arrivare alla modifica introdotta dal
Titolo V della seconda parte della Costituzione 18 Ottobre 2001,
rappresentano una delle riforme istituzionali più incisive e
concrete che la classe politica abbia saputo introdurre
nell’ordinamento giuridico italiano, passando da un sistema che
vedeva gli Enti Locali da organo di trasmissione del governo
centrale, ad un sistema maggiormente decentrato, dove anche lo
Stato è parte costitutiva della Repubblica, alla pari degli Enti
Locali, secondo il principio della reciproca collaborazione.
Ai
Comuni che sono il livello istituzionale più vicino ai cittadini
si chiede di intervenire su tutto: dalla scuola ai servizi
sociali per gli anziani e le famiglie, dai giovani agli adulti,
dall’ordine alla sicurezza pubblica, dal traffico ai trasporti
pubblici alla sicurezza stradale, dal precariato alla
disoccupazione alla sanità, dall’immigrazione alla gestione
dell’integrazione, dalla manutenzione del territorio alla
realizzazione di nuove infrastrutture alla promozione culturale,
dallo sport alla gestione degli impianti, dalla qualità e
salvaguardia dell’ambiente al mantenimento e recupero del
patrimonio architettonico, dalla vivibilità dei centri urbani
alla conservazione del territorio rurale.
Per
far ciò i Comuni necessitano di nuove risorse e meno vincoli
fiscali imposti ai bilanci, oramai troppo spesso non si riesce a
far fronte alle nuove esigenze, lo stato di difficoltà in cui
versano le casse dei Comuni se non affrontato con decisione
rischia di condurre le amministrazioni all’incapacità di fornire
servizi essenziali, con gravi conseguenze sociali allo sviluppo
dei territori e quindi al declino dell’intero Paese.
Ritengo
sia più che mai auspicabile ma allo stesso tempo urgente che le
istituzioni politiche dotino i Comuni delle risorse e dei mezzi
idonei per rispondere in modo adeguato alle responsabilità loro
attribuite, e sono convinto che i tempi siano maturi e non più
procrastinabili per dare avvio al federalismo fiscale, che
garantisca agli Enti Locali entrate proprie e risorse autonome
in un quadro di solidarietà tra territori, come tra l’altro
previsto dall’art. 119 della Costituzione Italiana, senza cadere
in eccesso di particolarismo o in una visione campanilistica del
municipio, ma anche contro ogni tendenza a nuovi centralismi
regionali, riportando quindi la gestione
politico-amministrativa-finanziaria nel punto più vicino ai
cittadini, alle loro esigenze e necessità.
E’
questa la sfida che vede impegnati la totalità dei Sindaci
veneti uniti nel sostenere concrete e incisive scelte fiscali
come ad esempio la compartecipazione del gettito irpef, che
darebbe una concreta attuazione all’autonomia finanziaria locale
ma anche all’ineludibile equità tra tutti i cittadini.
Oggi
in questa sede sono rappresentati 50 anni di vita amministrativa
salzanese, tanti amministratori che nel corso degli anni si sono
succeduti ognuno con le proprie strategie di governo del
territorio, ma tutti uniti nello spirito di servizio rivolto
alla cittadinanza durante l’espletamento del mandato ricevuto.
Con
lo stesso spirito colleghi consiglieri sono convinto che
malgrado le difficoltà presenti nell’amministrare oggi un
Comune, sia necessario partendo dalla storia che in questi due
secoli la comunità locale ha costruito, darci l’obiettivo di
unire le risorse anche informali presenti nel paese,
condividendo le decisioni, affrontando in modo responsabile le
modalità di produzione delle politiche pubbliche curando sempre
gli interessi generali e non particolari, gli interessi pubblici
e non privati, convinti che il bene comune stia nella
realizzazione di progetti utili alla crescita sociale ed
economica di Salzano e Robegano.
Abbiamo
l’obbligo di essere abili innovatori di un cambiamento a cui non
ci si può sottrarre in un mondo globalizzato e complesso che
richiede soluzioni sempre diverse a problemi emergenti avvertiti
dai nostri concittadini come importanti.
Alessandro Quaresimin