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da: «Consiglio Comunale»  del 18 Ottobre 2008

DUECENTO ANNI IN COMUNE

 

CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO SUL

 “BICENTENARIO DELLA COSTITUZIONE DI SALZANO E ROBEGANO
IN UN UNICO COMUNE”

 

Signor Presidente e Consiglieri Comunali, consentitemi di rivolgermi ai ragazzi del CCR, ai Sindaci e Amministratori delle precedenti legislature, ai parroci Mons. Paolo Cargnin e Don Eraldo Modolo, alla Dirigente Scolastica Prof.ssa Emanuela Bernardi, Presidente della Provincia  a tutti i presenti signore e signori, dicendo che sono lieto e onorato di essere nella veste di Sindaco in questa occasione di seduta straordinaria del Consiglio Comunale per celebrare il bicentenario della Costituzione di Salzano e Robegano in un unico Comune, e rivolgerVi il mio affettuoso saluto. 

Per una coincidenza storica il bicentenario si affianca ad altri significativi anniversari, tutti importanti non solo per le nostre due Comunità, quali:

- l’Anniversario dei 60 anni dall’entrata in vigore della Costituzione Italiana, legge fondamentale dello Stato, pilastro su cui si regge una società democratica, la massima espressione dei valori e la definizione dei nostri diritti e doveri;

- l’Anniversario dei 90 anni della conclusione della Grande Guerra (1915-1918), evento mondiale da ricordare  per l’educazione morale delle nuove generazioni per meditare su quegli avvenimenti tremendi, coglierne la portata e trarne gli insegnamenti, oltre che onorare la memoria di quanti lottarono e morirono nel compimento di un dovere per la loro Patria;

- l’Anniversario dei 150 anni dell’Ordinazione Sacerdotale di Giuseppe Sarto – San Pio X, certamente la personalità più famosa e importante per Salzano, conquistatosi durante la sua vita ecclesiale l’affetto non solo tra i veneti ma in tutto il mondo;

- l’Anniversario dei 50 anni dalla morte di Mons. Oddo Stocco, Mons. Attilio Semenzato, Mons. Riccardo Bottacin, la cui memoria grazie alla loro opera continua a rimanere viva nonostante sia passato mezzo secolo;

- i 60 anni della dichiarazione Universale dei Diritti Umani che con i suoi trenta articoli enuncia oltre ai diritti civili e politici, anche i diritti economici e sociali, uguali e inalienabili per tutte le persone della terra.

 Il bicentenario è quindi un’occasione unica e non ripetibile  di rendere la storia utile a vivere la realtà quotidiana  per far nascere motivazioni nuove ancorandole a radici antiche, favorendo processi di partecipazione attraverso manifestazioni, e riflessioni a carattere storico-culturale, ma anche come questa mattina iniziative istituzionali.

 A seguito dell’occupazione militare dell’Italia avvenuta intorno al 1800 da parte di Napoleone, Imperatore dei Francesi, vengono ridefiniti gli ambiti territoriali e rivisti i confini dei Comuni, accorpando nel 1808 le due realtà di Salzano e Robegano.

 La storia ci insegna che all’inizio i Comuni parlavano più ai meriti che ai bisogni degli abitanti, nel corso dei successivi decenni, l’Ente Locale si trasforma diventando luogo primario per la coesione civile, la modernizzazione, la giustizia sociale.

 Oggi il ruolo del Comune sembra delineato, le Autonomie Locali così come previste dalla Legge 142 del 8 giugno 1990 e la Legge 81 del 25 Marzo 1993, confluite poi nel famoso testo unico delle Leggi sugli ordinamenti locali Decreto Legislativo 267 del 18 Agosto 2000, fino ad arrivare alla modifica introdotta dal Titolo V della seconda parte della Costituzione 18 Ottobre 2001, rappresentano una delle riforme istituzionali più incisive e concrete che la classe politica abbia saputo introdurre nell’ordinamento giuridico italiano, passando da un sistema che vedeva gli Enti Locali da organo di trasmissione del governo centrale, ad un sistema maggiormente decentrato, dove anche lo Stato è parte costitutiva della Repubblica, alla pari degli Enti Locali, secondo il principio della reciproca collaborazione.

 Ai Comuni che sono il livello istituzionale più vicino ai cittadini si chiede di intervenire su tutto: dalla scuola ai servizi sociali per gli anziani e le famiglie, dai giovani agli adulti, dall’ordine alla sicurezza pubblica, dal traffico ai trasporti pubblici alla sicurezza stradale, dal precariato alla disoccupazione alla sanità, dall’immigrazione alla gestione dell’integrazione, dalla manutenzione del territorio alla realizzazione di nuove infrastrutture alla promozione culturale, dallo sport alla gestione degli impianti, dalla qualità e salvaguardia dell’ambiente al mantenimento e recupero del patrimonio architettonico, dalla vivibilità dei centri urbani alla conservazione del territorio rurale.

 Per far ciò  i Comuni necessitano di nuove risorse e meno vincoli fiscali imposti ai bilanci, oramai troppo spesso non si riesce a far fronte alle nuove esigenze, lo stato di difficoltà in cui versano le casse dei Comuni se non affrontato con decisione rischia di condurre le amministrazioni all’incapacità di fornire servizi essenziali, con gravi conseguenze sociali allo sviluppo dei territori e quindi al declino dell’intero Paese.

 Ritengo sia più che mai auspicabile ma allo stesso tempo urgente che le istituzioni politiche dotino i Comuni delle risorse e dei mezzi idonei  per rispondere in modo adeguato alle responsabilità loro attribuite, e sono convinto che i tempi siano maturi e non più procrastinabili per dare avvio al federalismo fiscale, che garantisca agli Enti Locali entrate proprie e risorse autonome in un quadro di solidarietà tra territori, come tra l’altro previsto dall’art. 119 della Costituzione Italiana, senza cadere in eccesso di particolarismo o in una visione campanilistica del municipio, ma anche contro ogni tendenza a nuovi centralismi regionali, riportando quindi  la gestione politico-amministrativa-finanziaria nel punto più vicino ai cittadini, alle loro esigenze e necessità.

 E’ questa la sfida che vede impegnati la totalità dei Sindaci veneti uniti nel sostenere concrete e incisive scelte fiscali come ad esempio la compartecipazione del gettito irpef, che darebbe una concreta attuazione all’autonomia finanziaria locale ma anche all’ineludibile equità tra tutti i cittadini.

 Oggi in questa sede sono rappresentati 50 anni di vita amministrativa salzanese, tanti amministratori che nel corso degli anni si sono succeduti ognuno con le proprie strategie di governo del territorio, ma tutti uniti nello spirito di servizio rivolto alla cittadinanza durante l’espletamento del mandato ricevuto.

 Con lo stesso spirito colleghi consiglieri  sono convinto che malgrado le difficoltà presenti nell’amministrare oggi un Comune, sia necessario partendo dalla storia che in questi due secoli la comunità locale ha costruito, darci l’obiettivo di unire le risorse anche informali presenti nel paese, condividendo le decisioni, affrontando in modo responsabile le modalità di produzione delle politiche pubbliche curando sempre gli interessi generali e non particolari, gli interessi pubblici e non privati, convinti che il bene comune stia nella realizzazione di progetti utili alla crescita sociale ed economica di Salzano e Robegano.

 Abbiamo l’obbligo di essere abili innovatori di un cambiamento a cui non ci si può sottrarre in un mondo globalizzato e complesso che richiede soluzioni sempre diverse a problemi emergenti avvertiti dai nostri concittadini come importanti.

La formazione amministrativa culturale che abbiamo ereditato in duecento anni di storia è un valore, il Comune è un luogo di democrazia e partecipazione, di formazione civile e impegno.

Il Comune è una risorsa.

 

Salzano, 18 ottobre 2008

                                                                                                                   IL SINDACO

                                                                                                          Alessandro Quaresimin