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da: «SALZANO - IL COMUNE»  n° 1 • anno 2009

IL RISPETTO DELLE REGOLE COME BASE DI UNA SOCIETÀ CIVILE

 

Il rispetto delle regole sta alla base di ogni società civile.

Ne sono profondamente convinto,  nonostante siamo abituati a vivere in una società in cui tutto è facile, tutto è a portata di mano, dove la legalità, cioè il rispetto delle leggi è spesso considerata come un ostacolo da aggirare.

Oggi chi rispetta la legge sembra lo faccia per sua scelta e non perché è giusto farloe chi non la rispetta viene chiamato “furbo”.

Esiste un tasso troppo elevato di disapplicazione delle nostre leggi , tutti ne invochiamo il rispetto, ovviamente però ciascuno lo richiede per gli altri; siamo indulgenti con le nostre personali infrazioni, considerate veniali, sforzandoci di essere in regola solo quando corriamo il rischio concreto di una sanzione.

Sono centinaia ogni giorno gli esempi di tali comportamenti, basta guardarsi intorno: si va dal permettere al proprio cane di sporcare marciapiedi e aiuole, al gettare rifiuti in zone improprie, a imbrattare e deturpare il patrimonio pubblico, ad eludere regolamenti edilizi, a non rispettare norme di sicurezza e/o sanitarie, a parcheggiare impropriamente in divieti di sosta, a non rispettare i limiti di velocità (imprecando se poi si prende la multa), via via  fino ad infrazioni dalle conseguenze più gravi come la guida dopo aver bevuto, a utilizzare aiuti lavorativi senza permessi, a evadere tributi fiscali.

La legalità è un valore enorme.

Le regole che democraticamente ci siamo dati, servono a definire i contorni della libertà individuale e collettiva all’interno dei quali la vita dei singoli e della comunità tutta si esprime quotidianamente; spesso si cade nella tentazione di varcare i limiti di queste regole, considerandoli flessibili, ma permettere che questo accada, applicare le regole solo quando fa comodo, sorvolare solo nei confronti di chi fa comodo anche per motivi condivisi ai più, è la più grave delle ingiustizie, perché fa apparire legittimo ciò che non lo è,  rischiando di determinare una giungla, un caos senza regole, dove prevarrebbe la  legge del più forte.  

Abbiamo la necessità di conoscere le regole, che questa società si è data,  dobbiamo poi rispettarle ed infine esigere che gli altri le rispettino, non per un obbligo imposto da terzi o per timore di sanzioni, ma per vivere veramente in una società civile.

Pago le tasse perché lo stato ha obblighi civili e morali (ospedali, scuole, viabilità, trasporti, assistenza sociale), e le leggi sono necessarie proprio per tutelare i più deboli.

Si dimentica per superficialità o per malafede, che la democrazia, unico valore e strumento in grado di garantire civiltà e rispetto della persona, può crescere solo nel rispetto delle regole.

La qualità e la civiltà della nostra vita quotidiana, dipende da regole: la sicurezza, l’efficienza dei servizi, la tutela dei più deboli, a cominciare dai bambini e dagli anziani è possibile solo se una società si riconosce totalmente in valori condivisi, garantiti da regole praticate e rispettate.

Il rispetto delle regole deve essere una nostra profonda esigenza di convivenza civile.

 

Alessandro Quaresimin - Sindaco