Il rispetto delle
regole sta alla base di ogni società civile.
Ne sono
profondamente convinto, nonostante siamo abituati a vivere in
una società in cui tutto è facile, tutto è a portata di mano,
dove la legalità, cioè il rispetto delle leggi è spesso
considerata come un ostacolo da aggirare.
Oggi chi rispetta
la legge sembra lo faccia per sua scelta e non perché è giusto
farloe chi non la rispetta viene chiamato “furbo”.
Esiste un tasso
troppo elevato di disapplicazione delle nostre leggi , tutti ne
invochiamo il rispetto, ovviamente però ciascuno lo richiede per
gli altri; siamo indulgenti con le nostre personali infrazioni,
considerate veniali, sforzandoci di essere in regola solo quando
corriamo il rischio concreto di una sanzione.
Sono centinaia ogni
giorno gli esempi di tali comportamenti, basta guardarsi
intorno: si va dal permettere al proprio cane di sporcare
marciapiedi e aiuole, al gettare rifiuti in zone improprie, a
imbrattare e deturpare il patrimonio pubblico, ad eludere
regolamenti edilizi, a non rispettare norme di sicurezza e/o
sanitarie, a parcheggiare impropriamente in divieti di sosta, a
non rispettare i limiti di velocità (imprecando se poi si prende
la multa), via via fino ad infrazioni dalle conseguenze più
gravi come la guida dopo aver bevuto, a utilizzare aiuti
lavorativi senza permessi, a evadere tributi fiscali.
La legalità è un
valore enorme.
Le regole che
democraticamente ci siamo dati, servono a definire i contorni
della libertà individuale e collettiva all’interno dei quali la
vita dei singoli e della comunità tutta si esprime
quotidianamente; spesso si cade nella tentazione di varcare i
limiti di queste regole, considerandoli flessibili, ma
permettere che questo accada, applicare le regole solo quando fa
comodo, sorvolare solo nei confronti di chi fa comodo anche per
motivi condivisi ai più, è la più grave delle ingiustizie,
perché fa apparire legittimo ciò che non lo è, rischiando di
determinare una giungla, un caos senza regole, dove prevarrebbe
la legge del più forte.
Abbiamo la
necessità di conoscere le regole, che questa società si è data,
dobbiamo poi rispettarle ed infine esigere che gli altri le
rispettino, non per un obbligo imposto da terzi o per timore di
sanzioni, ma per vivere veramente in una società civile.
Pago le tasse
perché lo stato ha obblighi civili e morali (ospedali, scuole,
viabilità, trasporti, assistenza sociale), e le leggi sono
necessarie proprio per tutelare i più deboli.
Si dimentica per
superficialità o per malafede, che la democrazia, unico
valore e strumento in grado di garantire civiltà e rispetto
della persona, può crescere solo nel rispetto delle regole.
La qualità e la
civiltà della nostra vita quotidiana, dipende da regole: la
sicurezza, l’efficienza dei servizi, la tutela dei più deboli, a
cominciare dai bambini e dagli anziani è possibile solo se una
società si riconosce totalmente in valori condivisi, garantiti
da regole praticate e rispettate.
Il rispetto delle
regole deve essere una nostra profonda esigenza di convivenza
civile.